La maggior parte delle aziende che usa strumenti di intelligenza artificiale lo fa senza un vero controllo su account, piani e dati coinvolti. Costruiamo la governance AI dell'azienda - audit, policy interna, formazione - mettendo in regola l'uso dell'AI dal contratto con il fornitore alla formazione delle persone.
Quali strumenti AI usano più spesso le PMI italiane?
L’audit copre gli strumenti AI che il tuo team usa già, indipendentemente
dal fornitore - l’obiettivo è capire con quale account, piano e
contratto vengono usati oggi.
Quali sanzioni si rischiano senza conformità AI Act e GDPR?
Il Regolamento (UE) 2024/1689 -
l’AI Act - introduce obblighi di
trasparenza per chi pubblica contenuti generati con AI e obblighi
documentali più stringenti per i sistemi AI ad alto rischio. Le
sanzioni per le violazioni più gravi arrivano fino a 35 milioni di
euro o il 7% del fatturato mondiale; per gli obblighi di
trasparenza, fino a 15 milioni o il 3% del fatturato. Si sommano -
non sostituiscono - alle sanzioni del GDPR,
che nella pratica sono quelle che scattano più spesso: account AI
consumer usati per dati aziendali, senza un contratto di trattamento
dati in essere.
Non solo AI Act
Le regole italiane che contano già oggi
Legge 132/2025
In vigore dal 10 ottobre 2025. Informativa scritta ai lavoratori sull’uso dell’AI nei processi che li riguardano (art. 11, con le modalità del D.Lgs. 152/1997) e informativa ai clienti per i professionisti, con l’AI solo come supporto (art. 13).
In vigore dal 30 settembre 2026. Nuovo reato per chi omette misure di sicurezza o di supervisione umana nei sistemi AI ad alto rischio, se ne deriva un pericolo concreto (art. 437-bis c.p.), e responsabilità dell’ente (art. 25-vicies D.Lgs. 231/2001).
Garante Privacy
Il piano ispettivo 2026 include intelligenza artificiale e algoritmi. Con il provvedimento del 14 maggio 2026 il Garante ha escluso che il datore di lavoro possa conoscere, anche indirettamente, lo stato emotivo dei dipendenti ricavato dall’AI.
UNI CEI ISO/IEC 42001:2026
La norma sui sistemi di gestione dell’AI, in versione italiana dal 30 luglio 2026. La usiamo come riferimento per la governance anche quando non si punta alla certificazione.
Cosa include il servizio
Nove attività, un unico percorso di messa in regola
Audit degli strumenti AI in uso
Verifichiamo quali strumenti AI usa davvero la tua azienda, con quali account e piani. È l’attività più rivelatrice: nella maggior parte dei casi emergono piani consumer usati per dati aziendali, senza un DPA (Data Processing Agreement) in essere - una violazione GDPR comune e spesso non identificata.
Migrazione ai piani corretti
Passaggio ai piani Business o Enterprise dei fornitori AI usati, con le garanzie contrattuali che mancano ai piani consumer: DPA firmato, dati non utilizzati per addestrare modelli di terzi, controlli di accesso adeguati.
Privacy policy aggiornata
Redazione o aggiornamento della privacy policy del sito e dei processi interni per menzionare esplicitamente i sotto-processori AI, la base giuridica del trattamento e il diritto dell’utente a un operatore umano.
Formazione interna obbligatoria
Percorso di alfabetizzazione AI per i dipendenti, come richiesto dall’art. 4 dell’AI Act, insieme ai principi base del GDPR applicati all’uso quotidiano di strumenti di intelligenza artificiale.
Policy AI aziendale e governance
Un documento operativo di AI governance che stabilisce cosa può e cosa non può essere caricato su strumenti AI di terze parti, come etichettare i contenuti generati e come gestire casi delicati come la clonazione vocale.
Informative AI per lavoratori e clienti
Informativa scritta ai lavoratori quando l’AI entra nei processi che li riguardano (L. 132/2025, art. 11) e informativa ai clienti per gli studi professionali (art. 13), con i modelli già diffusi dagli ordini come base.
Registro dei sistemi AI
Un elenco aggiornato degli strumenti e dei sistemi AI in uso: fornitore, reparto, dati trattati, responsabile, classe di rischio secondo l’AI Act. È la base per ogni verifica, interna o del Garante.
Verifica 231 per i sistemi ad alto rischio
Dal 30 settembre 2026 il D.Lgs. 160/2026 collega i sistemi AI ad alto rischio alla responsabilità dell’ente (art. 25-vicies D.Lgs. 231/2001). Dove servono, indichiamo le misure di sicurezza e supervisione umana da documentare con chi cura il modello 231.
MVP di un GPT aziendale
Prototipo rapido di un assistente AI interno, costruito sui documenti aziendali. È il primo passo verso una soluzione con modello AI in locale sui server dell’azienda, per i casi in cui la riservatezza dei dati è un vincolo non negoziabile.
Risorsa gratuita
Linee guida per i contenuti generati con AI e la loro condivisione
Una risorsa pratica per chi crea e pubblica contenuti con AI nel
marketing, sui social e nella comunicazione digitale. Spiega
quando segnalare un contenuto generato o modificato con AI, come
farlo per immagini, video, testi e chatbot e quali errori evitare
- con formule pronte da usare e una checklist prima della
pubblicazione.
La risorsa affronta gli obblighi di trasparenza nella
pubblicazione dei contenuti e non sostituisce una valutazione
completa di conformità ad AI Act e GDPR.
Indicazioni per social, siti e campagne marketing: quando
etichettare i contenuti AI, come farlo per video, immagini,
audio, testi e chatbot, quali funzioni native usare sulle
piattaforme e quali formule adottare in italiano e inglese.
Approfondimento
Consulenza AI e compliance: come valutare un partner
Quali società di consulenza aiutano le aziende italiane a introdurre
l'AI nei processi senza creare problemi di privacy o compliance, e con
quali criteri sceglierle:
le migliori società di consulenza AI in Italia nel 2026.
Domande frequenti
Domande su AI Act e GDPR
Da quando è obbligatorio adeguarsi all’AI Act?
Il Regolamento (UE) 2024/1689 è pienamente applicabile in Europa dal 2026, con obblighi di trasparenza a carico di chi pubblica contenuti generati con AI, e obblighi documentali più stringenti per i sistemi AI ad alto rischio (es. decisioni su persone in ambito recruiting, credit scoring, valutazioni).
Cosa rischiamo se non ci adeguiamo?
Le sanzioni per pratiche vietate arrivano fino a 35 milioni di euro o il 7% del fatturato mondiale; per violazioni degli obblighi di trasparenza, fino a 15 milioni o il 3% del fatturato. Si sommano alle sanzioni già previste dal GDPR per il trattamento non conforme dei dati.
Come facciamo a sapere se stiamo già violando il GDPR con gli strumenti AI che usiamo?
È esattamente l’obiettivo dell’audit iniziale: nella maggior parte delle PMI, strumenti come ChatGPT, Midjourney o assistenti AI vengono usati con account personali o piani consumer, senza un DPA in essere. Rileviamo questi casi e proponiamo la migrazione ai piani corretti.
La formazione dei dipendenti è davvero obbligatoria?
L’art. 4 dell’AI Act chiede di adottare misure per sviluppare l’alfabetizzazione AI di chi usa questi sistemi in azienda. Dopo il Digital Omnibus (Reg. UE 2026/1744) è un obbligo di mezzi e non ha una sanzione autonoma, ma la formazione documentata pesa nella valutazione di altre violazioni. La includiamo sempre nel percorso, e spesso si può finanziare con i fondi interprofessionali.
Cosa cambia con la Legge 132/2025 e il D.Lgs. 160/2026?
La Legge 132/2025 (in vigore dal 10 ottobre 2025) chiede ai datori di lavoro di informare per iscritto i lavoratori sull’uso dell’AI nei processi che li riguardano e ai professionisti di informare i clienti. Il D.Lgs. 160/2026 (in vigore dal 30 settembre 2026) introduce il reato di omessa adozione di misure di sicurezza e di supervisione umana nei sistemi AI ad alto rischio (art. 437-bis c.p.) e la relativa responsabilità dell’ente ai sensi del D.Lgs. 231/2001. Per l’uso comune di assistenti e automazioni d’ufficio il tema centrale resta l’informativa, non il penale.
Cosa significa “AI governance” in pratica per una PMI?
Non un framework teorico, ma un pacchetto di decisioni operative: quali strumenti AI sono autorizzati, con quale piano e contratto, chi può usarli e per cosa, come vengono etichettati i contenuti generati e cosa succede quando un caso non è previsto dalla policy. È il risultato concreto dell’audit e della policy interna che costruiamo insieme - lo stesso ambito coperto dallo standard internazionale ISO/IEC 42001 sui sistemi di gestione dell’AI, che usiamo come riferimento anche quando non si arriva a una certificazione formale.
Quanto costa mettersi in regola con AI Act e GDPR?
Dipende da quanti strumenti AI sono già in uso in azienda e da quanti reparti coinvolge la policy: un audit iniziale ha un perimetro definito e un preventivo chiaro fin dal primo contatto, prima di procedere con la migrazione dei piani o la formazione.
Verifichiamo la tua esposizione al rischio
Raccontaci quali strumenti AI usate già in azienda: partiamo da un
audit rapido per capire dove siete esposti e cosa va messo in
regola per primo.
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