Servizi

AI Act & GDPR Compliance

La maggior parte delle aziende che usa strumenti di intelligenza artificiale lo fa senza un vero controllo su account, piani e dati coinvolti. Costruiamo la governance AI dell'azienda - audit, policy interna, formazione - mettendo in regola l'uso dell'AI dal contratto con il fornitore alla formazione delle persone.

Compliance operativa

Dai sistemi AI alle evidenze di conformità

Trasformiamo obblighi, rischi e responsabilità in un percorso documentato che può essere mantenuto nel tempo.

  1. 01 Censimento dei sistemi Identifichiamo strumenti, fornitori, dati e casi d’uso AI.
  2. 02 Classificazione del rischio Valutiamo ruolo, livello di rischio e obblighi applicabili.
  3. 03 Controlli e documentazione Prepariamo policy, registri, procedure e responsabilità.
  4. 04 Monitoraggio continuo Manteniamo evidenze, aggiornamenti e verifiche periodiche.
Integration network In esecuzione
A

Censisci i sistemi AI e prepara il piano di adeguamento AI Act e GDPR.

01 perimetro governato
Risultato Registro AI e piano di adeguamento pronti
Funziona con AI ActGDPRRegistro AIRisk MatrixPolicyAudit

Il percorso di messa in regola

Audit Strumenti AI in uso
Migrazione Piani business/enterprise
Policy Governance interna
Formazione Alfabetizzazione AI

Cosa verifichiamo

Gli strumenti AI più comuni nelle PMI italiane

L’audit copre gli strumenti AI che il tuo team usa già, indipendentemente dal fornitore - l’obiettivo è capire con quale account, piano e contratto vengono usati oggi.

ChatGPTMicrosoft CopilotClaudeGeminiMidjourneyGitHub Copilot

Perché ora

Le sanzioni si sommano a quelle già previste dal GDPR

Il Regolamento (UE) 2024/1689 - l’AI Act - introduce obblighi di trasparenza per chi pubblica contenuti generati con AI e obblighi documentali più stringenti per i sistemi AI ad alto rischio. Le sanzioni per le violazioni più gravi arrivano fino a 35 milioni di euro o il 7% del fatturato mondiale; per gli obblighi di trasparenza, fino a 15 milioni o il 3% del fatturato. Si sommano - non sostituiscono - alle sanzioni del GDPR, che nella pratica sono quelle che scattano più spesso: account AI consumer usati per dati aziendali, senza un contratto di trattamento dati in essere.

Cosa include il servizio

Sei attività, un unico percorso di messa in regola

Audit degli strumenti AI in uso

Verifichiamo quali strumenti AI usa davvero la tua azienda, con quali account e piani. È l’attività più rivelatrice: nella maggior parte dei casi emergono piani consumer usati per dati aziendali, senza un DPA (Data Processing Agreement) in essere - una violazione GDPR comune e spesso non identificata.

Migrazione ai piani corretti

Passaggio ai piani Business o Enterprise dei fornitori AI usati, con le garanzie contrattuali che mancano ai piani consumer: DPA firmato, dati non utilizzati per addestrare modelli di terzi, controlli di accesso adeguati.

Privacy policy aggiornata

Redazione o aggiornamento della privacy policy del sito e dei processi interni per menzionare esplicitamente i sotto-processori AI, la base giuridica del trattamento e il diritto dell’utente a un operatore umano.

Formazione interna obbligatoria

Percorso di alfabetizzazione AI per i dipendenti, come richiesto dall’art. 4 dell’AI Act, insieme ai principi base del GDPR applicati all’uso quotidiano di strumenti di intelligenza artificiale.

Policy AI aziendale e governance

Un documento operativo di AI governance che stabilisce cosa può e cosa non può essere caricato su strumenti AI di terze parti, come etichettare i contenuti generati e come gestire casi delicati come la clonazione vocale.

MVP di un GPT aziendale

Prototipo rapido di un assistente AI interno, costruito sui documenti aziendali. È il primo passo verso una soluzione con modello AI in locale sui server dell’azienda, per i casi in cui la riservatezza dei dati è un vincolo non negoziabile.

Risorsa gratuita

Linee guida per i contenuti generati con AI e la loro condivisione

Una risorsa pratica per chi crea e pubblica contenuti con AI nel marketing, sui social e nella comunicazione digitale. Spiega quando segnalare un contenuto generato o modificato con AI, come farlo per immagini, video, testi e chatbot e quali errori evitare - con formule pronte da usare e una checklist prima della pubblicazione.

La risorsa affronta gli obblighi di trasparenza nella pubblicazione dei contenuti e non sostituisce una valutazione completa di conformità ad AI Act e GDPR.

Nella guida

Indicazioni per social, siti e campagne marketing: quando etichettare i contenuti AI, come farlo per video, immagini, audio, testi e chatbot, quali funzioni native usare sulle piattaforme e quali formule adottare in italiano e inglese.

Approfondimento

Consulenza AI e compliance: come valutare un partner

Quali società di consulenza aiutano le aziende italiane a introdurre l'AI nei processi senza creare problemi di privacy o compliance, e con quali criteri sceglierle: le migliori società di consulenza AI in Italia nel 2026.

Domande frequenti

Domande su AI Act e GDPR

Da quando è obbligatorio adeguarsi all’AI Act?

Il Regolamento (UE) 2024/1689 è pienamente applicabile in Europa dal 2026, con obblighi di trasparenza a carico di chi pubblica contenuti generati con AI, e obblighi documentali più stringenti per i sistemi AI ad alto rischio (es. decisioni su persone in ambito recruiting, credit scoring, valutazioni).

Cosa rischiamo se non ci adeguiamo?

Le sanzioni per pratiche vietate arrivano fino a 35 milioni di euro o il 7% del fatturato mondiale; per violazioni degli obblighi di trasparenza, fino a 15 milioni o il 3% del fatturato. Si sommano alle sanzioni già previste dal GDPR per il trattamento non conforme dei dati.

Come facciamo a sapere se stiamo già violando il GDPR con gli strumenti AI che usiamo?

È esattamente l’obiettivo dell’audit iniziale: nella maggior parte delle PMI, strumenti come ChatGPT, Midjourney o assistenti AI vengono usati con account personali o piani consumer, senza un DPA in essere. Rileviamo questi casi e proponiamo la migrazione ai piani corretti.

La formazione dei dipendenti è davvero obbligatoria?

Sì: l’art. 4 dell’AI Act richiede un livello adeguato di alfabetizzazione AI per chi usa questi sistemi in azienda. La includiamo sempre come parte del percorso, non come opzione a parte.

Cosa significa “AI governance” in pratica per una PMI?

Non un framework teorico, ma un pacchetto di decisioni operative: quali strumenti AI sono autorizzati, con quale piano e contratto, chi può usarli e per cosa, come vengono etichettati i contenuti generati e cosa succede quando un caso non è previsto dalla policy. È il risultato concreto dell’audit e della policy interna che costruiamo insieme - lo stesso ambito coperto dallo standard internazionale ISO/IEC 42001 sui sistemi di gestione dell’AI, che usiamo come riferimento anche quando non si arriva a una certificazione formale.

Quanto costa mettersi in regola con AI Act e GDPR?

Dipende da quanti strumenti AI sono già in uso in azienda e da quanti reparti coinvolge la policy: un audit iniziale ha un perimetro definito e un preventivo chiaro fin dal primo contatto, prima di procedere con la migrazione dei piani o la formazione.

Verifichiamo la tua esposizione al rischio

Raccontaci quali strumenti AI usate già in azienda: partiamo da un audit rapido per capire dove siete esposti e cosa va messo in regola per primo.