In sintesi
- Per chi investe come persona fisica in una startup innovativa è attiva la detrazione IRPEF del 65% in regime de minimis, fino a 100.000 euro di investimento all’anno.
- La detrazione ordinaria del 30%, e la deduzione del 30% per le società, sono sospese dal 1° gennaio 2026 in attesa di una nuova autorizzazione europea.
- Per il 65% la startup deve presentare l’istanza al MIMIT prima dell’investimento, e la partecipazione va mantenuta almeno tre anni.
- Nel 2026 chi investe in PMI innovative non ha un incentivo fiscale attivo.
Il quadro al 9 ottobre 2026
| Misura | Stato | Per chi |
|---|---|---|
| Detrazione IRPEF 65% (de minimis) | Attiva | Persone fisiche che investono in startup innovative, entro il terzo anno di iscrizione della startup. |
| Detrazione IRPEF 30% | Sospesa dal 1° gennaio 2026 | Persone fisiche, startup e PMI innovative. In attesa di nuova autorizzazione UE. |
| Deduzione IRES 30% | Sospesa dal 1° gennaio 2026 | Società che investono in startup e PMI innovative. In attesa di nuova autorizzazione UE. |
La detrazione al 65% in regime de minimis
È prevista dall’articolo 29-bis del decreto legge 179/2012, come modificato dalla legge 193/2024, che dal 1° gennaio 2025 ha portato l’aliquota dal 50% al 65% e l’ha riservata alle sole startup innovative. Le condizioni principali:
- Chi investe: solo persone fisiche.
- In cosa: capitale di startup innovative iscritte nella sezione speciale del Registro delle Imprese, entro il terzo anno di iscrizione.
- Quanto: fino a 100.000 euro di investimento per periodo d’imposta, cioè fino a 65.000 euro di detrazione.
- Per quanto tempo: la partecipazione va mantenuta almeno tre anni. Una cessione anticipata fa decadere il beneficio, con restituzione e interessi.
- Limite della startup: trattandosi di un aiuto de minimis, la startup non può superare il massimale previsto dal Regolamento UE 2023/2831, pari a 300.000 euro di aiuti de minimis in tre esercizi.
Come si richiede, passo per passo
- Investitore e startup verificano che la startup sia iscritta nella sezione speciale e rientri nei limiti di tempo e de minimis.
- Il legale rappresentante della startup presenta l’istanza sulla piattaforma del MIMIT, prima del versamento.
- Solo dopo l’istanza l’investitore effettua il conferimento nel capitale.
- La startup rilascia la documentazione dell’investimento, che l’investitore conserva e usa nella dichiarazione dei redditi.
L’ordine conta: un bonifico partito prima dell’istanza fa perdere la detrazione. Per questo conviene definire i passaggi con il commercialista prima di firmare l’aumento di capitale.
Lo stop alla detrazione del 30%
La detrazione IRPEF del 30%, e la deduzione IRES del 30% per le società, sono previste dall’articolo 29 del decreto legge 179/2012 e valgono per startup e PMI innovative. La loro efficacia dipende da un’autorizzazione europea sugli aiuti di Stato, scaduta il 31 dicembre 2025 senza essere rinnovata in tempo. La norma non è abrogata, ma dal 1° gennaio 2026 non produce effetti.
A giugno 2026 il ministro delle Imprese ha annunciato la chiusura positiva del confronto con Bruxelles e l’avvio della notifica del nuovo regime, con l’obiettivo di renderlo retroattivo al 1° gennaio 2026. Fino al via libera formale, gli investimenti del 2026 vanno considerati, in via prudenziale, non agevolabili al 30%.
E le startup di intelligenza artificiale?
Per chi investe da privato non esistono incentivi fiscali dedicati all’AI: valgono le regole delle startup innovative. La differenza riguarda il capitale pubblico: la legge 132/2025 prevede fino a un miliardo di euro di investimenti in equity e quasi-equity in imprese di AI, cybersicurezza e tecnologie abilitanti. Mercato, canali e verifiche da fare su una startup AI sono nella guida su come investire in startup AI in Italia.
Fonti
- MIMIT, startup innovative
- SRL Online, detrazione investimenti startup 2026 (17 settembre 2026)
- Startup-News, accordo Italia-UE sugli incentivi al 30% (19 giugno 2026)
- EUR-Lex, Regolamento (UE) 2023/2831 sugli aiuti de minimis
- Normattiva, Legge 132/2025, articolo 23
Domande frequenti
La detrazione del 30% per chi investe in startup è ancora valida nel 2026?
No, al momento. L’autorizzazione europea al regime del 30% è scaduta il 31 dicembre 2025 e dal 1° gennaio 2026 la misura è sospesa. A giugno 2026 il Governo ha annunciato l’avvio della notifica di un nuovo regime, con l’obiettivo di un’efficacia retroattiva, ma il via libera europeo non risulta ancora arrivato.
Chi può usare la detrazione al 65%?
Le persone fisiche che investono nel capitale di una startup innovativa iscritta nella sezione speciale del Registro delle Imprese, entro il terzo anno di iscrizione. Le società e chi investe in PMI innovative non vi accedono.
Qual è l’investimento massimo agevolabile al 65%?
100.000 euro per periodo d’imposta, quindi una detrazione massima di 65.000 euro. L’investimento va mantenuto per almeno tre anni.
Chi presenta la domanda al MIMIT?
La startup, tramite il suo legale rappresentante, sulla piattaforma del MIMIT, prima che l’investimento sia effettuato. Senza istanza preventiva l’investitore perde la detrazione.
Esistono incentivi specifici per chi investe in startup di intelligenza artificiale?
Per i privati valgono le stesse regole delle altre startup innovative. Sul fronte pubblico, la legge 132/2025 prevede fino a un miliardo di euro di investimenti in equity e quasi-equity in imprese di AI, cybersicurezza e tecnologie abilitanti, attraverso il Fondo di sostegno al venture capital.
Questo articolo ha scopo informativo e non costituisce consulenza fiscale, legale o finanziaria. Le norme sono aggiornate al 9 ottobre 2026 e possono cambiare, anche con effetto retroattivo: prima di investire verificate il caso con il vostro commercialista.