Le query sono le parole esatte dei tuoi clienti

Google Search Console registra le ricerche per cui il sito compare su Google. Non sono le parole chiave che immaginiamo in riunione: sono le frasi che le persone hanno davvero scritto. Per questo sono il punto di partenza più affidabile per decidere cosa cambiare in un sito aziendale.

Molti siti hanno Search Console attiva ma nessuno la apre. Di seguito il metodo che usiamo ogni mese, sui siti dei clienti e su questo stesso sito.

Le quattro metriche da conoscere

  • Impressioni: quante volte una pagina del sito è comparsa nei risultati per quella ricerca.
  • Clic: quante volte qualcuno ha cliccato sul risultato.
  • CTR: il rapporto tra clic e impressioni. Dice se il risultato convince chi lo vede.
  • Posizione media: la posizione in cui il sito compare in media per quella query. Va letta insieme alle impressioni: una media su pochi dati cambia molto.

Il rapporto si trova in Prestazioni → Risultati di ricerca. Conviene impostare un periodo di almeno tre mesi e attivare tutte e quattro le metriche, poi passare dalla scheda Query alla scheda Pagine e viceversa.

Cinque segnali che indicano dove intervenire

1. Molte impressioni, pochi clic

La pagina compare ma non viene scelta. Di solito il title o la meta description non rispondono a ciò che la persona ha cercato. Riscriverli usando le parole della query è spesso l’intervento più rapido e con l’effetto più visibile.

2. Posizione media tra 5 e 20

Google considera la pagina pertinente ma non la migliore. Qui servono contenuti più completi: una sezione che risponde a una domanda mancante, esempi concreti, un confronto, qualche link interno da pagine già forti del sito.

3. La home compare per ricerche specifiche

Se per una ricerca come “consulenza informatica Bergamo” compare la home e non una pagina dedicata, è un segnale che quella pagina manca o non è abbastanza chiara. Nel nostro caso è successo proprio così: le query locali finivano sulla home e da lì sono nate le pagine sulla consulenza informatica a Bergamo e sullo sviluppo di gestionali.

4. Due pagine sulla stessa query

Selezionando una query e aprendo la scheda Pagine si vede se più URL si alternano. Quando due pagine si contendono la stessa ricerca, nessuna delle due rende al massimo. Si decide quale deve posizionarsi, si chiarisce il ruolo dell’altra e si sistemano i link interni di conseguenza.

5. Domande senza una risposta dedicata

Le query che iniziano con “come”, “quanto costa”, “differenza tra” o “cos’è” indicano un bisogno di informazioni. Se arrivano su pagine generiche, sono ottimi argomenti per un articolo o per una sezione FAQ. È anche il formato che gli assistenti AI estraggono più facilmente quando citano una fonte.

Dai dati agli interventi: il ciclo mensile

  1. Esporta query e pagine degli ultimi tre mesi da Search Console.
  2. Scegli tre o quattro interventi con il miglior rapporto tra impressioni in gioco e lavoro richiesto.
  3. Intervieni: title e description, ampliamento dei contenuti, nuove pagine, link interni.
  4. Annota la data di ogni modifica, per poterla confrontare con i dati successivi.
  5. Verifica in Google Analytics 4 se le visite organiche producono contatti, non solo traffico.

Gli effetti di una modifica si vedono in genere dopo alcune settimane. Cambiare la stessa pagina ogni pochi giorni rende impossibile capire cosa ha funzionato.

Search Console e Google Analytics insieme

Search Console dice come le persone trovano il sito; Google Analytics 4 dice cosa fanno una volta arrivate. Collegando le due proprietà, in Analytics compaiono i rapporti sulle query e sulle pagine di destinazione della ricerca organica. È il modo più diretto per capire quali ricerche portano richieste di contatto e quali portano solo visite di passaggio.

E le risposte delle AI?

Le query di Search Console aiutano anche nella GEO, cioè l’ottimizzazione per gli assistenti AI. Le domande che le persone scrivono su Google sono spesso le stesse che fanno a ChatGPT, Gemini o Perplexity. Rispondere in modo chiaro, con definizioni, elenchi e dati strutturati, aumenta le possibilità che il sito venga usato come fonte. Se vuoi approfondire perché il traffico organico cambia, leggi calo del traffico SEO con AI Overview e ChatGPT.

Domande frequenti

Che cosa sono le query in Google Search Console?

Sono le ricerche fatte dagli utenti su Google per cui una pagina del sito è comparsa nei risultati. Per ogni query Search Console mostra clic, impressioni, CTR e posizione media, anche suddivisi per pagina, paese e dispositivo.

Ogni quanto conviene analizzare le query?

Per un sito aziendale una volta al mese è un buon ritmo: abbastanza spesso da reagire ai cambiamenti, abbastanza raro da avere dati sufficienti. Dopo una modifica importante conviene aspettare qualche settimana prima di giudicarne l’effetto.

Perché alcune query non compaiono nel rapporto?

Google non mostra le query molto rare, per proteggere la privacy degli utenti. Per questo il totale dei clic per query è spesso inferiore al totale dei clic del sito. Il dato per pagina resta comunque completo.

Search Console mostra anche il traffico dalle AI Overview?

Le impressioni e i clic generati dalle AI Overview e dalla modalità AI di Google sono conteggiati nel rapporto Prestazioni insieme al resto della ricerca web, senza un filtro dedicato. Le citazioni in ChatGPT o Perplexity invece non compaiono: si leggono, in parte, come traffico di referral in Google Analytics.

Serve collegare Search Console a Google Analytics?

Non è obbligatorio, ma è utile. Con il collegamento, Google Analytics 4 mostra query e pagine di destinazione organiche accanto ai dati di comportamento e conversione, così si vede quali ricerche portano davvero contatti e non solo visite.

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